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Stagione 87  /  Episodio 5

Le caselle annerite

La puntata onesta: il certificato e' un salto di forma, non una promessa di contenuto. Molte caselle di dati personali sono annerite per la legge sulla protezione dei dati; la differenza tra una casella vuota e una annerita; e tutto cio' che resta comunque in chiaro e di valore.

Note dell'episodio

Ciao, e benvenuto nella quinta puntata dell'ottantasettesima stagione. Questa è la puntata onesta, quella in cui ti dico una cosa che potrebbe deluderti. Abbiamo costruito un certificato bello, ordinato, pieno di caselle. Ora devo dirti che tante di quelle caselle, spesso, sono annerite. Il titolo di oggi: le caselle annerite.

Partiamo da un'aspettativa diffusa. Molti pensano che, siccome esiste questa anagrafe, allora puoi sapere chi c'è davvero dietro qualunque nome: nome e cognome, indirizzo, recapito. Una volta, in larga parte, era così: il vecchio sportello sputava fuori, in chiaro, i dati personali di chi aveva registrato. Oggi, nella maggior parte dei casi, non più. Chiedi il certificato di un dominio comune, e dove ti aspetti il nome della persona trovi un rettangolo nero, o una scritta che dice, in sostanza, questo dato è stato tolto.

Perché? Non per un capriccio tecnico, ma per una ragione che viene da fuori: la legge sulla protezione dei dati personali. In molte parti del mondo è stato deciso che i dati personali di chi registra un nome non possono più stare esposti al primo che passa. Così gli uffici, per rispettare la legge, anneriscono le caselle che contengono dati di persone. Non cancellano il dato dai loro archivi: lo nascondono a chi non ha un buon motivo, riconosciuto, per vederlo.

Ed ecco perché questa è la puntata onesta. Il salto di cui ti ho parlato con entusiasmo, dal disordine della nota a mano all'ordine del certificato, è un salto di forma, non una promessa di contenuto. Il certificato è più leggibile, più uniforme, più adatto alle macchine. Ma leggibile non vuol dire completo. La griglia è tutta lì, bella pulita; solo che in molte caselle, al posto del dato, c'è il nero.

Qui vale la pena essere precisi, perché ci sono due cose diverse che è facile confondere. Una casella può essere vuota perché quel dato non esiste: non c'è un contatto tecnico separato, per esempio. E una casella può essere annerita perché il dato esiste ma è stato tolto dalla vista. Sono due silenzi diversi: uno dice non c'è, l'altro dice c'è, ma non per te. Un lettore attento, e una macchina ben fatta, li tengono distinti, perché portano a conclusioni diverse.

E torna il ritornello, ed è proprio adesso che mostra il suo peso. La stessa domanda torna nella stessa forma in ogni ufficio del mondo, e ciò che resta in chiaro non lo decide l'umore di un impiegato, ma una regola uguale per tutti. Nel vecchio mondo, cosa vedevi dipendeva da chi aveva scritto la nota. Nel nuovo, cosa resta in chiaro e cosa viene annerito lo decide una regola, scritta, uguale per tutti gli uffici soggetti a quella legge. È più giusto, ed è più prevedibile. Ma prevedibile vuol dire anche che, in certi casi, sai già in partenza che il nome della persona non lo vedrai.

Non voglio però farti credere che il certificato, così, sia inutile. Anche con le caselle delle persone annerite, resta moltissimo in chiaro, e di gran valore. Resta la cronologia: quando è nato il nome, fino a quando è valido. Resta lo stato: se è bloccato, se sta per cadere. Resta l'intermediario che lo gestisce, che spesso è un'azienda, non una persona, e quindi non viene annerito. E resta, quasi sempre, un recapito per le segnalazioni di abuso: non il nome di chi ha registrato, ma una porta a cui bussare se quel nome fa danni. Per moltissimi usi concreti, questo basta.

C'è una tensione vera qui, e te la lascio onestamente aperta, senza risolverla oggi. Da un lato, le persone hanno diritto a non vedere i propri dati appesi in piazza. Dall'altro, chi difende le reti, chi indaga sugli abusi, chi fa ricerca, in quei dati ci trovava uno strumento di lavoro, e annerirli gli rende la vita più difficile. Sono due cose buone che tirano in direzioni opposte. Oggi mi fermo a dirti che la tensione esiste; alla penultima puntata torneremo a pesarla con calma, da tutte e due le parti.

Voglio lasciarti con un'abitudine di lettura onesta. Quando apri un certificato e trovi una casella annerita, non concludere subito troppo. Chiediti: è vuota perché il dato non c'è, o annerita perché il dato c'è ma non è per me? E ricorda che il nero non è un guasto, non è un errore dell'ufficio: è una regola che agisce. Leggere bene, qui, vuol dire leggere anche i silenzi, e sapere che tipo di silenzio hai davanti.

Per oggi ci fermiamo qui. Abbiamo detto la cosa onesta: il certificato è un salto di forma, non una promessa di contenuto; molte caselle di dati personali sono annerite per legge; e c'è differenza tra una casella vuota e una annerita. Nella prossima puntata: chi è scritto sul certificato. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.