Stagione 88 / Episodio 2
Non i passi, lo stato
La pietra angolare: a questo direttore non consegni una lista di passi da eseguire, gli consegni delle disposizioni che dicono cosa deve essere in funzione e da cosa dipende, e l'ordine giusto se lo calcola lui. Dichiarare lo stato invece di dettare la strada.
Note dell'episodio
Ciao, e benvenuto nella seconda puntata dell'ottantottesima stagione. Questa è la puntata della pietra angolare, quella in cui metto giù la frase su cui poggia tutto il resto. Il titolo di oggi: non i passi, lo stato.
Riprendiamo le due scene della puntata scorsa, e guardiamole da vicino, perché la differenza tra loro è il cuore di tutta la stagione. Prima scena, il vecchio modo. Per accendere un sistema, qualcuno aveva scritto a mano un copione: fai questo, poi fai quest'altro, poi quest'altro ancora. Una ricetta, una sequenza di passi, da eseguire in ordine, uno dietro l'altro. Se volevi avviare un servizio, scrivevi tu, riga per riga, tutte le operazioni per avviarlo. Tu dicevi il come, nel dettaglio.
Seconda scena, il direttore d'esercizio. Qui non gli scrivi un copione di passi. Gli consegni un foglietto che dice, in sostanza, una cosa sola: voglio che questo sia in funzione, e per funzionare ha bisogno che prima ci sia quest'altro. Punto. Non gli spieghi come fare, né in che ordine muoverti: gli dici quale stato vuoi raggiungere, e da cosa quella cosa dipende. Il come, e l'ordine, li trova lui.
Ecco allora la pietra angolare della stagione, la frase da portare via sopra ogni altra. A questo direttore non consegni una lista di passi da eseguire: gli consegni delle disposizioni che dicono cosa deve essere in funzione e da cosa dipende, e l'ordine giusto se lo calcola lui, da solo. Rileggila a mente, perché ogni puntata da qui in avanti non farà che mostrare una conseguenza di questa scelta.
Fermiamoci sulla parola che fa la differenza: dichiarare. Dichiarare uno stato vuol dire descrivere il risultato che vuoi, non la strada per arrivarci. È la differenza tra dare a qualcuno l'indirizzo di dove vuoi andare, e dettargli svolta dopo svolta tutto il tragitto. Con l'indirizzo, chi guida può scegliere la strada migliore, evitare il traffico, e portarti comunque a destinazione. Con le svolte dettate a memoria, se una strada è chiusa, sei bloccato, perché nessuno ti ha detto dove volevi arrivare, solo dove girare. Il copione a mano era il tragitto dettato svolta per svolta; la disposizione è l'indirizzo di destinazione, e lascia a chi guida la libertà di trovare la via migliore.
E questo ha conseguenze enormi, non è solo eleganza. Prima: se dici solo cosa vuoi e da cosa dipende, il direttore può far partire in contemporanea tutte le cose che non dipendono l'una dall'altra, invece che in fila. Più veloce. Seconda: se una cosa fallisce, lui sa esattamente cosa ne dipendeva e cosa no, e può decidere con criterio, fermare solo ciò che è coinvolto e lasciare andare il resto, invece di proseguire alla cieca un copione. Più robusto. Terza, e la vedremo bene più avanti: siccome gli hai dichiarato lo stato che vuoi, lui sa anche riconoscere quando quello stato non c'è più, e rimetterlo a posto.
Ed è qui che si innesta la seconda frase portante, il ritornello che ripeterò spesso: tu dichiari lo stato, non i passi; e una cosa avviata non è una cosa dimenticata, perché chi l'ha accesa resta lì a tenerla accesa. Senti come le due metà si tengono: dichiari uno stato, e proprio perché è uno stato dichiarato, e non un passo eseguito una volta, c'è qualcuno che si prende la briga di mantenerlo. Un copione, finito di eseguire, è finito. Uno stato dichiarato, invece, è una promessa da mantenere nel tempo.
Attento a un equivoco, però. Dichiarativo non vuol dire magico. Il direttore non indovina cosa vuoi: devi comunque scrivere le disposizioni, e scriverle bene, dichiarando con onestà le dipendenze. Se gli nascondi che una cosa ha bisogno di un'altra, lui le farà partire insieme, e una delle due fallirà. Il lavoro non sparisce: cambia natura. Non descrivi più il come, passo per passo; descrivi il cosa e il da cosa dipende. È un lavoro diverso, spesso più breve, ma va fatto con cura.
Voglio lasciarti con un gesto mentale da fare ogni volta che tocchi questo tema. Quando configuri qualcosa, chiediti: sto scrivendo dei passi, o sto dichiarando uno stato? Se stai elencando operazioni in sequenza, fai questo poi quello, sei nel vecchio mondo del copione. Se stai dicendo voglio che questo sia attivo, e dipende da quello, sei nel mondo del direttore d'esercizio. Tutta la stagione è imparare a pensare per stati dichiarati, non per passi eseguiti.
Per oggi ci fermiamo qui. Abbiamo messo giù la pietra angolare: non i passi, lo stato; dichiari cosa deve funzionare e da cosa dipende, e l'ordine lo calcola lui. E abbiamo visto il ritornello, con le sue due metà che si tengono: dichiarare uno stato è una promessa da mantenere, non un passo da eseguire una volta. Nella prossima puntata: la disposizione. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.