Stagione 88 / Episodio 4
Chi prima e chi dopo
Dipendenze, ordinamento e parallelismo: la distinzione tra il bisogno (ho bisogno di quest'altra cosa) e l'ordine (vado acceso dopo), che quasi tutti confondono. La mappa di relazioni letta tutta prima di agire, e la liberta' sull'ordine che diventa velocita'.
Note dell'episodio
Ciao, e benvenuto nella quarta puntata dell'ottantottesima stagione. Abbiamo detto che dichiari lo stato e da cosa dipende, e che l'ordine lo calcola il direttore. Oggi apriamo proprio quella scatola: come fa a sapere chi va acceso prima e chi dopo, e come riesce a fare in fretta. Il titolo di oggi: chi prima e chi dopo.
Comincio da una distinzione che quasi tutti confondono, ed è la chiave di tutta la puntata. Quando dici che una cosa dipende da un'altra, stai in realtà dicendo due cose diverse, che è bene tenere separate. Una è il bisogno: questa cosa, per funzionare, ha bisogno che ci sia anche quest'altra. L'altra è l'ordine: questa cosa va accesa dopo quest'altra. Sembrano la stessa cosa, ma non lo sono, e il direttore le tratta separatamente.
Facciamo un esempio concreto con l'edificio. Gli ascensori hanno bisogno della corrente: senza corrente, non ha senso avere gli ascensori accesi. Questo è un bisogno. Ma c'è anche un ordine: la corrente va data prima, l'ascensore avviato dopo, perché avviarlo mentre la corrente non c'è ancora non funziona. Nell'edificio le due cose vanno insieme, ma non sempre è così. A volte due cose si hanno bisogno a vicenda ma l'ordine non conta. A volte vuoi un certo ordine tra cose che per il resto non dipendono l'una dall'altra. Tenere separati il bisogno e l'ordine ti permette di dire esattamente cosa intendi, senza ambiguità.
Perché è così importante distinguerli? Per via della velocità, ed è la seconda metà della puntata. Se dici solo questa cosa ha bisogno di quest'altra, ma non imponi un ordine, il direttore è libero: può accenderle anche nello stesso momento. E questo è il segreto della rapidità. Immagina l'edificio: i dieci reparti non dipendono l'uno dall'altro, hanno bisogno solo della corrente. Il vecchio modo li avrebbe aperti in fila, uno alla volta, perdendo tempo. Il direttore, invece, appena c'è la corrente, li spalanca tutti e dieci insieme. Fa in fila solo ciò che davvero deve stare in fila, e manda in parallelo tutto il resto.
Qui sotto c'è un'idea che vale la pena rendere esplicita. L'insieme di tutte queste relazioni, chi ha bisogno di chi, chi va prima di chi, forma una specie di mappa, una rete di frecce tra le disposizioni. Il direttore, prima di muovere un dito, guarda questa mappa intera. Non parte dal primo foglietto e procede alla cieca: calcola, da tutte le relazioni insieme, un piano che rispetti ogni bisogno e ogni ordine, e che allo stesso tempo faccia il più possibile in contemporanea. È la differenza tra seguire una lista e leggere una mappa: la lista ti dà un cammino solo, la mappa ti fa vedere tutte le strade in una volta e scegliere la più corta. E se aggiungi una disposizione nuova, non devi riscrivere la lista: aggiungi un nodo alla mappa, con le sue frecce, e il direttore rifà il piano da solo.
E torna il ritornello, ancora da un altro lato. Tu dichiari lo stato: dichiari anche le relazioni tra gli stati, chi ha bisogno di chi. Non dici al direttore accendi A, aspetta, accendi B. Gli dici B ha bisogno di A, e vuole venire dopo di A. E lui, da questa dichiarazione, ricava l'ordine. Di nuovo: tu dichiari i fatti, lui calcola il comportamento.
Due avvertimenti onesti. Primo: il bisogno può essere forte o morbido. Forte vuol dire se quest'altra cosa manca o fallisce, allora anche la mia salta. Morbido vuol dire mi piacerebbe che ci fosse, ma se non c'è, io parto lo stesso. Scegliere tra forte e morbido è una delle decisioni più importanti, e più sbagliate, quando si scrivono le disposizioni: un bisogno troppo forte fa cadere cose che potevano reggere, uno troppo morbido lascia partire cose che poi non funzionano. Secondo: avere bisogno di una cosa non vuol dire, da solo, aspettarla. Se dichiari il bisogno ma dimentichi l'ordine, il direttore può accenderle insieme, e tu avrai una corsa storta in cui a volte funziona e a volte no. È l'errore classico, e ora sai riconoscerlo.
Voglio lasciarti con due domande da tenere separate, sempre, quando pensi alle dipendenze. Prima: questa cosa, di cos'altro ha bisogno per funzionare? Questo è il bisogno. Seconda, e distinta: c'è qualcosa che deve succedere prima di lei? Questo è l'ordine. Tieni le due domande separate, rispondi a tutte e due con onestà, e lascia fare al direttore: accenderà in fila solo il necessario, e tutto il resto insieme.
Per oggi ci fermiamo qui. Abbiamo distinto il bisogno dall'ordine, le due anime di una dipendenza; abbiamo visto come la libertà sull'ordine diventi velocità, col parallelo al posto della fila; e la mappa di relazioni che il direttore legge tutta prima di agire. Nella prossima puntata: avviato non è dimenticato. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.