Stagione 88 / Episodio 7
Le porte e gli orari
Due modi per non tenere acceso tutto sempre: la porta, con il servizio che dorme e si sveglia alla prima richiesta e l'ingresso stabile anche durante i riavvii; e l'orario, la sveglia che eredita diario, sorveglianza e dipendenze, con il gioco sull'ora e il recupero dei compiti persi.
Note dell'episodio
Ciao, e benvenuto nella settima puntata dell'ottantottesima stagione. Finora abbiamo immaginato che il direttore accenda le cose all'avvio e le tenga accese. Ma c'è un'idea più furba: perché tenere accesa una cosa che serve di rado? Oggi vediamo due modi per far partire un servizio solo quando serve davvero. Il titolo di oggi: le porte e gli orari.
Partiamo dal primo modo: la porta. Immagina un ufficio di cui, all'apertura dell'edificio, non accendi lo sportello, perché magari oggi nessuno verrà. Metti però un campanello all'ingresso, sorvegliato. Finché nessuno suona, lo sportello resta spento, e non consuma nulla. Appena qualcuno suona, il campanello avvisa il direttore, che in quell'istante accende lo sportello e gli passa il visitatore. Chi è arrivato aspetta giusto l'attimo dell'accensione, poi viene servito, e non si è accorto di nulla.
Nel computer funziona proprio così. Il direttore può mettersi in ascolto a un ingresso al posto del servizio vero. Il servizio dorme. Quando arriva la prima richiesta, il direttore la trattiene un istante, sveglia il servizio, e gli consegna la richiesta. Da quel momento il servizio lavora normalmente. Il vantaggio è doppio: le cose che servono di rado non pesano finché non servono, e all'avvio della macchina non devi aspettare che parta tutto, perché molte cose partiranno solo alla prima vera richiesta. C'è perfino un terzo vantaggio: siccome la porta è pronta fin dal primo istante, due servizi che si parlano a vicenda non devono più litigare su chi parte prima, perché l'ingresso di ciascuno esiste già, e le prime richieste restano in attesa composte finché il servizio dietro non è pronto a raccoglierle.
C'è anche un vantaggio nascosto e intelligente. Siccome è il direttore a tenere l'ingresso, e non il servizio, lui può tenere la porta aperta anche mentre il servizio dietro si riavvia o viene aggiornato. Chi bussa in quel momento non trova la porta chiusa: trova il direttore, che trattiene la richiesta il tempo necessario e poi la passa al servizio appena è di nuovo pronto. L'ingresso resta stabile anche quando ciò che sta dietro cambia.
Secondo modo: l'orario. Qui non aspetti che qualcuno bussi, ma che scocchi un certo momento. Dici al direttore: questa cosa falla partire ogni notte alle tre, oppure ogni ora, oppure un po' di tempo dopo l'accensione della macchina. Lui tiene una sveglia puntata, e quando l'ora arriva, fa partire il servizio. È il modo per le cose che vanno fatte a cadenza regolare: una pulizia notturna, un salvataggio periodico, un controllo ricorrente.
Chi mastica queste cose avrà riconosciuto il vecchio sistema delle operazioni a orario, che c'era già da decenni. Perché rifarlo? Perché, fatto dal direttore, l'orario eredita tutto il resto che abbiamo imparato. La cosa che parte a orario è una disposizione come le altre: finisce nel diario di bordo unico, con le sue etichette; è sorvegliata, quindi se fallisce te ne accorgi davvero invece di scoprirlo per caso; e può dipendere da altre cose, partendo solo se lo stato giusto è presente. Non è solo una sveglia: è una sveglia dentro un sistema che veglia e annota.
E un dettaglio pratico che è anche elegante: l'ora non deve essere per forza rigida. Puoi dire falla partire verso le tre, con un po' di gioco. Così, su tante macchine, i compiti notturni non scattano tutti nello stesso identico istante sovraccaricando ogni cosa, ma si spargono in una finestra. Oppure puoi chiedere che un compito perso, perché la macchina era spenta all'ora giusta, venga recuperato appena si riaccende, invece di essere semplicemente saltato. Piccole gentilezze che il vecchio sistema non aveva.
E torna il ritornello, da questo lato. Tu dichiari lo stato, non i passi: anche qui dichiari una condizione, voglio che questo servizio sia pronto a rispondere a quell'ingresso, oppure voglio che questo compito avvenga a quella cadenza. Non ti metti tu a sorvegliare la porta o a guardare l'orologio: dichiari l'intenzione, e il direttore se ne fa carico, con la sua solita veglia.
Voglio lasciarti con una domanda da farti per ogni servizio che gestisci. Questa cosa deve davvero stare accesa sempre, o potrebbe dormire e svegliarsi al bisogno? Tante cose che teniamo accese ventiquattro ore su ventiquattro, consumando risorse e attenzione, potrebbero benissimo dormire dietro una porta sorvegliata, o accendersi solo quando scocca la loro ora. Chiederselo, servizio per servizio, è uno dei modi più semplici per avere una macchina più leggera e più pulita.
Per oggi ci fermiamo qui. Abbiamo visto due modi per non tenere acceso tutto sempre: la porta, con il servizio che dorme e si sveglia alla prima richiesta, e l'ingresso stabile anche durante i riavvii; e l'orario, la sveglia che eredita diario, sorveglianza e dipendenze, con il gioco sull'ora e il recupero dei compiti persi. Nella prossima puntata: guidare l'edificio, in pratica. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.