Stagione 91 / Episodio 4
Le mani lunghe
Comandare cio' che non vedi: i tre pericoli del comando a distanza - e' arrivato, e' stato eseguito per intero, e' la cosa giusta - e la loro cura, la conferma di ritorno con lo stato vero. Le doppie sicure sui comandi pericolosi, il guardiano che puo' rifiutare un ordine pericoloso, e la pazienza del viaggio di andata e ritorno.
Note dell'episodio
Ciao, e benvenuto nella quarta puntata della novantunesima stagione. La volta scorsa abbiamo visto come il custode riceve notizie. Oggi facciamo il verso opposto: come fa a toccare le cose, a muovere una chiusa lontana restando sulla sua sedia. Il titolo di oggi: le mani lunghe.
Partiamo da cosa rende difficile comandare da lontano, perché è tutto lì. Quando hai la mano su una leva, vedi con i tuoi occhi se si è mossa, senti la resistenza, ti accorgi subito se si è inceppata. Ma il custode tira un cordone lungo chilometri, e la chiusa che apre non la vede. Tutto il mestiere del comandare a distanza nasce da questa cecità: tu dai l'ordine, ma non sei lì a controllare che l'ordine sia andato a buon fine.
E da questa cecità nascono tre pericoli che, con la mano sulla cosa, non esisterebbero nemmeno. Il primo: l'ordine è arrivato? Il cordone potrebbe essere allentato, o tagliato. Tu tiri, e dall'altra parte non succede niente, e tu non lo sai. Per questo ogni comando serio non è mai un gesto solo: è un gesto e una risposta. Tiri il cordone, e la chiusa stessa ti deve rimandare indietro una notizia, io adesso sono aperta. Senza quella notizia di ritorno, hai comandato al buio, e comandare al buio, su cose che allagano o lasciano a secco, è da irresponsabili.
Il secondo pericolo: l'ordine è stato eseguito davvero, e per intero? Perché la chiusa potrebbe essersi aperta solo a metà, o essersi inceppata a un terzo. Ecco perché la risposta di ritorno non deve dire soltanto ho ricevuto il tuo ordine, ma deve dire lo stato vero in cui la cosa si è trovata dopo: aperta del tutto, aperta a metà, bloccata. Un conto è sapere che il messaggio è partito; un altro, ben diverso, è sapere che la chiusa, nella realtà, adesso è davvero aperta. La notizia che vale non è quella che parte dalla tua mano, ma quella che torna indietro dalla cosa.
Il terzo pericolo: stai comandando la cosa giusta, e ti è permesso? Da lontano, con decine di cordoni che si somigliano, è facilissimo tirare quello sbagliato. Per questo i cordoni pericolosi vanno etichettati con cura, e i più pericolosi di tutti hanno una doppia sicura: prima armi, poi spari, due gesti distinti, così non apri una paratoia gigante con un colpo distratto. E c'è di più, ed è bellissimo: il guardiano del cascinale può rifiutare un ordine del custode. Se dalla stanza arriva il comando di aprire una valvola che, lì sul posto, aprirebbe un disastro perché un'altra è ancora chiusa, il guardiano non obbedisce. Il custode non è un padrone assoluto: è una testa che vede l'insieme, ma la sicurezza ultima, sul posto, resta nelle mani di chi è vicino alla cosa e conosce i suoi vincoli.
C'è infine una virtù che al comando da lontano serve più che altrove: la pazienza del viaggio. Tra il momento in cui tiri il cordone e il momento in cui torna la notizia passa del tempo: l'ordine deve viaggiare, agire, e la risposta deve tornare indietro. Se in quell'attesa ti spazientisci e tiri di nuovo, e di nuovo, rischi di mandare tre ordini in fila che si pestano i piedi. Comandare da lontano vuol dire anche saper aspettare il giro completo prima di concludere che non è successo niente.
Torna il ritornello: vedere e comandare da lontano, lasciando le mani veloci a chi sta vicino; e vedere mille cose serve a poco, se non sai quale guardare per prima. Guarda come il comando del custode non è mai il gesto veloce: il gesto veloce, l'inceppamento da sbloccare all'istante, resta al guardiano. Dalla stanza partono le scelte, non i riflessi; e ogni scelta torna indietro come una conferma, non come una speranza.
Voglio lasciarti con una regola che vale ogni volta che agisci su qualcosa che non hai davanti agli occhi, dal comandare un impianto al mandare un ordine che qualcun altro eseguirà lontano da te. Non dare mai per fatto ciò che non hai visto diventare fatto. Che l'ordine sia partito non vuol dire che sia arrivato; che sia arrivato non vuol dire che sia stato eseguito; che sia stato eseguito non vuol dire che sia andato per intero. Pretendi sempre una conferma dello stato vero, reale, della cosa comandata. Lo spazio tra ho dato l'ordine e la cosa è fatta è esattamente il posto dove il comando a distanza ti frega.
Per oggi ci fermiamo qui. Abbiamo visto le mani lunghe: comandare al buio è il pericolo, e la cura è la conferma di ritorno con lo stato vero; le doppie sicure sui cordoni pericolosi, il guardiano che può dire di no, e la pazienza del viaggio. Nella prossima puntata: quello che la parete non dice. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.