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Stagione 92  /  Episodio 9

Strade proprie o strade di tutti

La puntata equa sulla scelta tra rete propria e rete affittata, pesata da ogni lato senza verdetto: il controllo totale delle strade proprie contro la portata immediata di quelle pubbliche, la via di mezzo che tiene proprio il cuore critico e affitta la periferia e la scorta, e la domanda decisiva, ho le mani per mantenere cio' che mi costruisco?

Note dell'episodio

Ciao, e benvenuto nella nona puntata della novantaduesima stagione. Oggi affrontiamo una scelta che pesa, e su cui le persone si dividono: le strade del regno conviene costruirsele e tenersele proprie, oppure affittare quelle che ci sono già, le strade di tutti? Il titolo di oggi: strade proprie o strade di tutti.

Partiamo dalle ragioni delle strade proprie, perché sono forti. La prima è il controllo totale. Se la strada è tua, decidi tu come è fatta, come è tenuta, chi ci viaggia; nessun traffico altrui può intasare il tuo allarme, e la precedenza di cui parlavamo la stabilisci come vuoi, senza chiedere permesso. La qualità della strada è una tua responsabilità, e questo vuol dire che la puoi garantire. La seconda ragione: quando si rompe, la ripari secondo i tuoi tempi, non resti ad aspettare che si svegli un padrone lontano. Ma, onestà, le strade proprie costano un patrimonio da costruire e da mantenere, richiedono gente capace che le tenga in piedi, e arrivano solo dove hai steso la strada: la frontiera lontana resta irraggiungibile, a meno di spenderci una fortuna.

Ora le ragioni delle strade di tutti, altrettanto vere. La prima è la portata immediata: la posta pubblica arriva già dappertutto, e tu raggiungi la provincia più lontana domani mattina, con poca spesa e senza scavare. La seconda: il peso di costruire e mantenere lo porta qualcun altro, tu paghi solo quello che usi, un po' alla volta. Ma, anche qui, il rovescio è pesante: dividi la strada con tutti, e la ressa del giorno di mercato non la governi tu; non stabilisci tu la precedenza; quando cade, aspetti che la ripari un altro, con i suoi comodi; e soprattutto non puoi promettere ciò che non controlli. La garanzia sul giorno peggiore, quella di cui abbiamo fatto la pietra angolare, finisce in parte nelle mani di qualcun altro.

E allora, la via onesta? Quasi mai è tutto l'uno o tutto l'altro. Ti tieni proprie le strade la cui garanzia non puoi delegare a nessuno: l'asse che porta l'allarme da cui dipende una vita, il cuore critico del regno. E affitti le strade di tutti per le province lontane che visiti di rado, e come seconda strada di scorta, quella da tirare fuori quando la tua principale frana. Guarda che bell'incastro con la ridondanza: una strada tua, tenuta benissimo, e accanto una strada pubblica affittata come riserva, così che un disastro sulla tua non ti lasci a piedi, e il disastro arrivi per cause diverse.

Perché il baratto vero, sotto tutto, è tra il controllo e la portata; e tra il pagare una volta e per sempre per costruire, e il pagare un poco per sempre per affittare. Nessuno dei due è una virtù in sé. Dipende da cosa trasporti e quanto lontano; e, soprattutto, dipende da una domanda che tutti dimenticano: ho le mani per tenere in piedi ciò che mi costruisco? Perché una strada tua, che non sei capace di mantenere, è peggiore di una affittata: te ne fidi, e ti tradisce, perché non la conosci e non la sai riparare. Lo dicevamo la scorsa volta: una strada che non conosci ti lascia a piedi come e peggio di una franata.

E per onestà fino in fondo, ogni lato ha la sua tentazione. Chi ama le strade proprie è tentato di costruirne più di quante ne sappia mantenere, e si ritrova un regno di vie magnifiche e abbandonate. Chi ama le strade di tutti è tentato di appoggiarsi a una portata che non controlla, e di dimenticare una cosa semplice: il giorno peggiore del padrone della strada pubblica diventa, di colpo, il tuo giorno peggiore, e tu non ci puoi fare niente.

Torna il ritornello, che qui aiuta a scegliere: una strada sola è una strada che prima o poi ti lascia a piedi; e se tutti i messaggi hanno la stessa precedenza, il più importante arriva sempre tardi. Nota che la strada pubblica fatica proprio sulla seconda metà: su una strada di tutti, la tua precedenza vale poco, perché la ressa è di tutti e la regola la fa un altro.

Voglio lasciarti con una domanda da farti ogni volta che decidi se costruirti o affittare qualcosa da cui dipendi, una linea, uno strumento, una capacità qualsiasi. Non chiederti soltanto cosa costa meno. Chiediti: per questo tratto preciso, mi serve più il controllo o più la portata? E ho le mani per tenere in piedi ciò che mi costruirei? Tieniti proprio ciò che devi garantire e che sei capace di mantenere; affitta ciò che ti serve solo per arrivare. E non lasciare mai che una portata affittata diventi, in silenzio, la cosa senza cui non puoi vivere, dimenticando che non è mai stata tua.

Per oggi ci fermiamo qui. Abbiamo pesato strade proprie e strade di tutti da ogni lato: il controllo contro la portata, il costruire contro l'affittare, la via di mezzo che tiene proprio il cuore e affitta la periferia e la scorta, e le tentazioni dei due innamoramenti. Senza un verdetto, perché dipende dal tuo regno. Nella prossima puntata: il sistema nervoso del regno. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.